Uscire di casa con dei bambini è sempre un’impresa, quando se ne hanno quattro diventa qualcosa come l’undicesima fatica di Ercole.

Quando sono nati i piccolini per il primo periodo i nonni si sono occupati di portare Anna e Alice all’asilo. Io non ce la potevo fare, ero stremata dalla mancanza di sonno e l’idea di doverci preparare in 5 per uscire, soprattutto entro una certa ora, mi sembrava fuori dalla mia portata. Mi limitavo a comparire in cucina per un saluto e qualche volta per condividere con loro la colazione.

Poi è successo.

I nonni sono partiti per una meritata vacanza così per qualche giorno sono stati sostituiti dal papà. Fino a quando una mattina alle ore 8.30 per un misunderstanding mi è stato comunicato che sarebbe toccato a me portare le bimbe a scuola, ovviamente con i fratellini.

TUTTI PRONTI PER USCIRE

Ingresso a scuola consentito tra le 9 e le 9.20. Io e tutti i piccoli ancora in pigiama e a termine colazione. Il papà dà un bacio a tutti ed esce.

Ciaone.

Ok a quel punto che fare? Un bel respiro e pronti partenza via! A velocità record ho cambiato e preparato i piccolini, aiutato le bimbe a prepararsi, mi sono vestita, ho caricato tutti in macchina e siamo partiti.

Arrivati all’asilo ho scaricato tutti, aperto la carrozza, fatto salire i principini e via!

Alle ore 9.15 eravamo tutti dentro.
Mi sono sentita una super eroina! Ce l’avevo fatta! Mi sentivo in grado di scalare l’Everest con il passeggino! Fatta questa nessuno mi poteva più fermare. Ecco tutto merito di una scarica di adrenalina… io è da febbraio che al mattino ho un caldo che non vi spiego solo per il carico e scarico merci.

Questa è stata la prima volta ma ci sono anche delle difficoltà extra, come per esempio quando le girls si svegliano con le paturnie e iniziano a criticare già per il modo in cui sono state svegliate, o per la quantità di latte nella tazza, o per la mancanza di pane e nutella, o quando i piccoli dormono dormono dormono e alla fine li devo svegliare velocissimissimissimamente, o quando Alice e i piccoli sono tutti pronti per uscire e Anna è ancora davanti alla tazza di latte. Allora io inizio a urlare. Lei inizia a piangere. Io faccio un bel respiro e l’aiuto a vestirsi ma poi si perde via ancora una volta e allora io urlo lei piange e io respiro di nuovo. E poi finalmente riusciamo ad uscire.

Con il tempo abbiamo iniziato a prenderci la mano e siamo diventati sempre più bravi, tanto che ora non mi sembra più qualcosa di straordinario. Ognuno ha i suoi compiti. Il papà apparecchia la colazione, io tutto il resto, Anna e Alice sanno che devono lavarsi i denti, la faccia e provare a vestirsi da sole altrimenti verranno aiutate ma almeno ci devono provare. Tante volte finisce che il musetto ce lo laviamo all’asilo. I piccolini sono bravissimi e per ora tutto fila liscio.

C’è però una variabile che può rendere ancora più difficile questo momento già complicato di suo: la pioggia. Ma non la pioggerella a effetto doccia che va beh. Intendo il diluvio, che in un secondo fa l’effetto tuffo in piscina. Ecco in queste condizioni l’operazione ingresso all’asilo diventa più qualcosa di simile a una missione divina. Quindi che fare? Come prima cosa chiedo l’aiuto del pubblico. Se nessuno è disponibile allora mi tocca rassegnarmi e procedere con l’operazione, la prendiamo con filosofia come se fosse un’esperienza tattile e cercando di limitare i danni con ombrellini, mantelline, copri passeggino.

Per ora è così ma a settembre come si farà? Io ricomincerò ad andare a scuola…i bimbi saranno ancora così bravi? Chissà per ora andiamo avanti come sempre step by step.

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