È estate, la scuola è finalmente finita, fa caldo ed è tempo di vacanze. Sole, mare, un buon libro o qualche rivista leggera, totale relax. È tempo di lenti risvegli, di lunghe passeggiate, di aperitivi sulla spiaggia ammirando un bel tramonto.

Sì…. Magari….

Ricominciamo.

Dunque: è estate, la scuola è finita, fa caldo ed è tempo di vacanze, per i bambini.

Per le mamme comincia un periodo di lavoro extra che inizia con la preparazione di tutto quello che serve per la trasferta. Non so voi, ma per me questo è uno dei momenti più difficili tra i momenti difficili: la preparazione delle valigie.

La settimana scorsa sono partita con tutta la truppa per qualche giorno vicino a Belluno nella casa dei nonni. Per l’ennesima volta ho realizzato come il “vado via qualche giorno” parta sempre in salita.

È andata più o meno così.

Pensavo di essere ormai esperta in tema di preparazione valigie, così molto astutamente la sera prima ho preparato le borse con i vestiti di tutti i bambini illudendomi di aver ormai fatto il grosso del lavoro.
La mattina seguente però ho iniziato a radunare tutte le cose che mancavano e… non finivano mai! Pannolini, biberon sterilizzatore, farine, brodini, omogeneizzati, bavaglini, beauty case, borsa delle medicine eccetera eccetera. Fatti una lista, direte voi, ma certo la lista era stata fatta e aggiornata di continuo, ma, chissà perché, spuntava sempre qualcosa di assolutamente indispensabile che era sfuggito alla lista.

Ovviamente tutto ciò avveniva con intorno tutti e quattro i miei bambini. Quindi cercavo di mettere insieme tutto tra un “mamma mi prendi”, “mamma mi fai”, l’ora della frutta per i piccoli, quella della nanna, poi il piccolo non riesce ad addormentarsi diamogli una cullatina, “mamma mi prendi”, “lavatevi i denti”, “vestitevi”, “mi fai la coda”, “mi fai la treccia”, “mettete via i giochi”, “non trovo più la mia collana”, “mamma mi aiuti a cercare la mia collana”, “ma quando partiamo?”.

Ecco, una volta radunato tutto bisogna però caricare le borse in macchina e qui si inizia a giocare a tetris. Certo la nostra macchina è grande, però una volta caricato il passeggino resta poco spazio, il bagagliaio è praticamente pieno. Ma ecco l’ingegno aiuta a trovare cubicoli in cui infilare di tutto. E piano piano ogni cosa trova il suo posto.

Ma proprio quando siamo pronti finalmente per iniziare a caricare anche i bambini ecco che arriva il “mamma ho fame”. Un gran respiro. Un altro. Sfamiamo gli affamati, prepariamo un biberon che non si sa mai. La pipì! Ragazze fate la pipì perché poi non ci fermiamo (sì come no…).

E alla fine arriva la nonna che ci accompagna in questo viaggio. Ah ecco la nonna con le sue valigie. Porto solo una borsa, aveva detto. E quindi, grazie al cielo questa volta aiutate dal nonno ingegnere, ricominciamo a giocare a tetris.

Tra pochi giorni l’operazione si ripeterà per andare al mare e io mi sento già stanca ancora prima di iniziare. È normale vero?

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