Una delle domande che mi viene fatta più frequentemente è: “Hai qualcuno che ti aiuta?

Immagino sempre che la persona che mi fa la domanda, si aspetti che a casa mia ci sia un esercito di baby-sitter che nemmeno Federer possiede.
Tendenzialmente sono una persona a cui piace fare le cose da sola, senza dover chiedere sempre a qualcuno degli aiuti. A volte però questo è inevitabile.

LA SQUADRA DEGLI AIUTI

Di base la squadra aiuti è composta da: quattro nonni, la nostra supporter Silvana, zii e amici vari che quando siamo insieme si ritrovano volenti o nolenti con un bambino in braccio.

Quando sono nate Anna e Alice, per i primi famosi 40 giorni, ho sempre avuto vicino qualcuno: mia mamma e mia suocera si sono date il cambio aiutandomi nel rodaggio. Poi piano piano, sono riuscita a trovare i miei ritmi, i miei modi di gestione e sono diventata sempre più autonoma.
Ovviamente i nonni hanno sempre mantenuto una posizione strategica, soprattutto con il mio rientro al lavoro, ma nei momenti “liberi” sono sempre stata indipendente. Fino allo scorso anno, nel mese di luglio, stavo al mare da sola con le piccole, noi tre sole solette, libere di fare tutto come e quando volevamo. Il week end arrivava il papà, mentre qualche giorno stavano con noi la nonna o la zia, ma per il resto del tempo eravamo da sole.

Poi sono arrivati Achille e Attilio e la mia voglia di autonomia ha dovuto per forza di cose smorzarsi. Come già raccontato in questo articolo, all’inizio l’idea di fare le cose da sola con tutti e quattro, come portare le bimbe all’asilo o andare a fare la spesa, mi sembrava una cosa fuori dalla mia portata. Poi, piano piano, un po’ per necessità, un po’ per tentativi, ho visto che si poteva fare, che in realtà non era poi così complicato. Come sempre l’organizzazione è fondamentale, e qualche volta ho toppato, ma sbagliando si impara e si migliora.

Ciò nonostante talvolta ricorrere all’aiuto esterno è fondamentale perché per riuscire ad accontentare anche i bisogni e le richieste legittime di Anna e Alice. Per esempio per andare in piscina, ho bisogno di qualcuno che, o venga con me o che tenga i piccoli.

Questa volta al mare è venuta con noi anche Silvana. La gestione marina prevede orari e tempi diversi per i bambini e mi sembrava davvero difficile occuparmi di tutti da sola.

Gli aiuti poi possono arrivare da chiunque. Fortunatamente si trova sempre qualcuno che si rende disponibile a soccorrere una mamma in difficoltà.

Un pomeriggio al mare, per una serie di sfortunati eventi, mi sono trovata a dover affrontare da sola la spiaggia con tutti e quattro. Se non fossero intervenute colleghe mamme con le loro figlie dai 6 anni in su, avrei potuto avere una crisi isterica e lasciarli tutti lì.

Invece sono riuscita a fare un tuffo con Anna e Alice, a dare la merenda ai piccolini, a farli addormentare, a fare un castello di sabbia, fare la doccia e rivestire tutti quanti per tornare a casa. Certo non proprio un’esperienza che non vedo l’ora di ripetere, ma grazie all’aiuto del pubblico è andata bene.

E IL PAPA’?

Anche lui se la cava alla grande da solo con tutti e quattro. Ha sempre gestito Anna e Alice a tutte le età e sa badare perfettamente ai piccolini. Certo è un uomo, non un marziano, quindi bisogna ricordargli chi deve fare cosa e a che ora, ma poi quando è lui al timone tutto fila liscio.

Qualche volta capita che io esca da sola e che quindi tocchi a lui la gestione della combriccola. È curioso come molte persone mi chiedano se i bambini siano da qualche nonna. Rimangano stupite sapendo che è il papà in carne ed ossa ad occuparsene, non so se per sfiducia nel genere maschile o proprio nei suoi confronti.  Vorrei tranquillizzare tutti perché mio marito gestisce la situazione egregiamente.

Insomma alla fine credo che nella vita, avere qualcuno che ci aiuta, nel modo giusto, sia sempre una gran fortuna. Nel nostro caso mi ritengo privilegiata nell’avere accanto una grande famiglia e amici veri che nel momento del bisogno sanno come esserci d’aiuto.

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