Uno dei momenti più critici della mia giornata, ma credo proprio per quella di tutte le mamme è senz’altro la sera. Quella fascia oraria che va tra le 6 e le 9 nella quale nell’ordine bisognerebbe: preparare la cena, lavare i bambini, cenare e andare a dormire. Dico bisognerebbe perché non sempre le azioni avvengono in questa sequenza. I bimbi sono stanchi, le mamme ancor di più, ma the show must go on e tutti i giorni la storia si ripete.

Anna e Alice che ormai non fanno più il santo sonnellino (ma ora che finisce la scuola verrà reintrodotto senza possibilità di reclamo) verso le 6 iniziano a lamentarsi per la fame, richiesta di accendere la tv (che nel regolamento Spasso è consentita solo dopo cena per 30-40 m), lamenti tipo “ lei mi ha fatto, lei mi ha detto” , “non sono più tua sorella”, “glielo vado ADDIRE!”, “gliel’ho detto”, ”ma io volevo…. (qualcosa che non c’è)”.

Contemporaneamente.

I piccoli che fino a poco prima dell’inizio del momento X sono stati buoni buoni a giocare nella palestrina o sul tappeto, iniziano a manifestare del disagio con un lamento che si fa via via sempre più intenso come per dire “va beh, prima o poi ci daranno retta, nel dubbio allora alziamo un po’ i toni così di sicuro qualcuno arriverà”.

Contemporaneamente.

La mamma cosa fa? Se non è stata una mamma modello super previdente che ha già preparato la cena precedentemente, è alle prese con i fornelli, cercando di realizzare una cenetta degna di essere chiamata tale, che soddisfi i palati di tutti. La cena è l’unico momento in cui si può stare tutti insieme quindi proviamo a fare le cose fatte bene.

Ora con la mente cerchiamo di assemblare questi tre momenti… fatto? Bene ora facciamo un bel respiro e se nel frigo c’è qualcosa di alcolico è il momento di fare un sorsino per allentare la tensione.

Sono solo le 6.30.

I bambini mangiano alle 7 il resto della famiglia tra le 7.30 e le 8 quando arriva a casa il papà. In questo frangente la mamma un po’ cucina, un po’ trotterella con in braccio un bambino, un po’ dà retta alle bimbe grandi.

Poi finalmente arriva. Avete presente quel momento nei film quando lui fa il suo ingresso in scena? Si muove a rallentatore, avvolto nella luce con una musichetta di sottofondo. Ecco, io lo vedo così. Mi sento finalmente alleggerita: è arrivato il papà. Le bimbe gli corrono incontro, i piccolini si agitano e lo guardano rapiti. Lui ci saluta tutti con un “sono stanco”. Ma non c’è spazio per la stanchezza e così in tempo zero si trova con in braccio almeno un bambino.

Mentre la cena è quasi pronta, i piccoli dopo aver mangiato iniziano di nuovo a lamentarsi: è il momento del bagnetto! così prima uno poi l’altro fanno un tuffetto in vasca, massaggino veloce, pigiamino e se va bene un po’ di seggiolone mentre noi ceniamo.

Ovviamente il menù non va sempre bene per tutti ma non si possono fare 4 diversi piatti e così tra un lamento del “ma io volevo la pasta rossa “, “io volevo la pasta bianca”, un “non mi piace” e un “dai ancora un boccone” riusciamo in qualche modo ad arrivare a fine cena.

Sono le 8.30 finalmente ci sono i cartoni e così mentre le bimbe li guardano noi riusciamo a mettere a letto i piccolini che più o meno autonomamente si addormentano.

Siamo stanchi? Si ma non è ancora finita. Sono quasi le 9 e anche per Anna e Alice è ora di andare a dormire. E non è così semplice. Sono distrutte e quindi con il capriccio facilissimo. Con infinita pazienza riusciamo a portarle in bagno farle lavare e finalmente metterle a letto dopo aver fatto in modo rigoroso tutti i riti della sera.

Fine dell’operazione 9.30.

E qui le mamme lo sanno che a questo punto i papà sono già in branda mentre a noi mancano ancora 15893028 mila cose da fare…. Vero? Ma questa è tutta un’altra storia.

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