Dire addio al ciuccio non è mai facile. Non per tutti i bambini questo rappresenta un amico inseparabile ma per alcuni lo è e, quando viene il momento di dirsi addio, le cose possono essere davvero complicate.

ANNA, ALICE E IL CIUCCIO

Vi voglio raccontare com’è stata questa love story tra Anna, Alice e il ciuccio.

bimbe bambole e ciuccio

All’inizio nonostante diversi tentativi da parte mia, non è scattata alcuna scintilla. Per i primi quattro mesi non c’era verso di far usare alle ragazze il “pacificatore”. Quando ormai mi stavo per rassegnare, ho provato a dare loro un nuovo ciuccio, ovviamente il più costoso, e da lì sono diventati inseparabili.

Da quel momento dove c’erano le bimbe c’erano i loro ciucci, ne avevamo uno per la casa della nonna, uno nel lettino (di quelli che si illuminano al buio) e altri sparsi per la casa.

Piano piano durante il giorno il bisogno di usarlo è diventato sempre meno necessario fino a  quando, intorno ai 20 mesi è diventata solo una coccola per addormentarsi. Per questo momento, il ciuccio, seppur assolutamente indispensabile, non è stato l’unico alleato. Le mie bimbe hanno sempre avuto anche una “nanna”, ovvero delle mie sciarpine leggere, che fin dai 6 mesi hanno usato per coprirsi la faccia prima di dormire.

Quindi la ricetta perfetta per l’addormentamento è sempre stata: ciuccio e nanna.

due bambine si preparano per andare a dormire

Purtroppo però anche i grandi amori finiscono e, poco prima che le bimbe iniziassero la scuola dell’infanzia (le bimbe avevano due anni e  8 mesi), ho iniziato a ventilare loro l’idea di dire per sempre addio ai loro amati succhiotti. Ho spiegato che non era possibile iniziare la scuola usando ancora il ciuccio, ormai stavano crescendo e avrebbero dovuto lasciarlo per sempre.

 

Non ricordo esattamente di chi sia stata l’idea, se mia o loro, fatto sta che è nata la proposta di portarlo ai vitellini della fattoria.

ADDIO PER SEMPRE

Ci siamo preparate per settimane a questa separazione, ripetendo più volte al giorno quello che avremmo fatto e andando a visitare i vitellini ai quali portare il nostro dono. Io ero abbastanza preoccupata perchè tra il dire e il fare, si sa, c’è di mezzo il mare, ma dovevo tenere duro e portare avanti il piano.

Fino a quando è arrivato il fatidico giorno. Dopo la nanna del pomeriggio ci siamo preparate: le bimbe hanno preso i loro ciucci e siamo partite per la nostra missione. Una volta arrivate, con la complicità del fattore, prima abbiamo  assistito alla mungitura delle mucche, poi insieme a lui siamo andati a portare il latte ai vitellini appena nati.

Quando è arrivato il tanto atteso momento, entrambe le bimbe hanno tentennato, ma poi hanno posato il ciuccio, si sono girate e se ne sono andate senza più voltarsi.

E fino a qui tutto bene. Il fattore ha detto alle bimbe che al bar le aspettava un regalino da parte dei vitellini (avevo preso due libri per le mie bimbe coraggiose), abbiamo mangiato un gelato e siamo tornate a casa. Tutto liscio come l’olio.

Come sicuramente immaginate, la prova del nove era in arrivo: messa a letto senza ciuccio.

Non vi nego la mia preoccupazione… facile a parole dire che il ciuccio non c’era più ma se avessero espresso il loro disagio in un pianto inconsolabile? Che fare? Assolutamente impensabile prendere quelli di scorta, quindi l’unica cosa da fare sarebbe stata la resistenza.

E invece….

Le mie super bambine mi hanno stupito, hanno semplicemente ricordato che i loro ciucci li stavano usando i piccoli vitellini e che comunque potevano continuare ad usare la loro nanna e… basta, tutto qui, buona notte a tutti.

CUORE DI MAMMA

Non sono una mamma che si commuove facilmente per i progressi dei miei bambini, mi emoziono ovviamente, ma non ho la lacrima facile. Quella sera invece ero distrutta, mi sono fatta un bel pianto. Smettere di usare il ciuccio non vuol dire solo togliere ai nostri bambini un vizio. Per me ha rappresentato un gradino in più nella loro crescita, un passettino in più nella loro indipendenza (da me) e insomma… il messaggio mi è arrivato forte e chiaro.

due bambine che vanno epr la loro strada

E adesso aspettiamo l’addio al ciuccio vol. 2 di Attilio e  Achille!

 

 

 

 

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