La borsa di una mamma: un oggetto misterioso dalla quale può uscire di tutto. Non lo trovate anche voi affascinante?

L’EVOLUZIONE DELLA BORSA DI UNA MAMMA

La borsa di una mamma si evolve costantemente.

In gravidanza si possono ancora usare delle piccole e comode borsette: con l’aumentare della pancia si cerca di portarsi dietro il minimo indispensabile che solitamente può rientrare in una comodissima borsetta a tracolla, dove mettere cellulare chiavi portafoglio e stop. Questo ovviamente riguarda solo la prima gravidanza, già alla seconda si passa direttamente ad un’altra categoria.

Poi arriva/arrivano il/i bambino/i e le dimensioni delle borse aumentano improvvisamente: ci si ritrova ad andare in giro perennemente con dei bagagli a mano.

Tutte le mamme to be sanno che dovranno avere una borsa da passeggino, capace di contenere tutto il necessario per gestire i bisogni del loro bambino. Contenitori che per mesi accompagneranno le mamme nelle loro uscite, e che sostituiranno, per la maggior parte del tempo, le borse più fashion e stilose del loro armadio.

Quando ho avuto Anna e Alice, ho cercato la borsa da passeggino più grande che ci fosse poiché, con due bambini, ovviamente le cose da portarsi dietro sono, indovinate un po’… doppie! L’ho usata tantissimo perché, uscendo con loro il 90% delle volte, era più comodo tenere tutto nello stesso posto.

Con Attilio e Achille sono più temeraria, spesso esco con borse “civili”  portando con me solo lo stretto indispensabile.  E’ vero, la borsa da passeggino è comoda ma, dopo che negli anni sono riuscita a mettere insieme un numero decorso di borse decenti, quelle poche volte che esco, mi piacerebbe anche sfoggiarle. Non sono una mamma super fashion quello decisamente no, però suvvia, ogni tanto a chi non piacerebbe uscire senza essere per forza in tenuta da parchetto?

Ma cosa c’è nella borsa della mamma (di due gemelli)?

  1. Pannolini (tanti, sempre tanti pannolini! Siamo consapevoli di essere molto responsabili dell’inquinamento globale)
  2. Salviette (vedi sopra e ancor di più)
  3. Fasciatoio portatile (per situazioni davvero estreme, anche se dopo i primi mesi si diventa molto abili nel cambiare i bambini in qualsiasi posto, posizione o condizione, non ci spaventa più niente)
  4. Un cambio (a testa, quindi due body due magliette due pantaloni due paia di calze. Ricordo che non è una valigia per un week end, ma solo la borsa di una mamma)
  5. Fazzoletti di carta (dannatissimi fazzoletti di carta! Ne ho mille pacchetti per casa ma quando sono fuori e li cerco non li trovo mai!)
  6. Snack (i miei piccoli ancora non hanno i dentini, ma qualcosa da ciucciare ed assaggiare in caso di ritardo e emergenze ci vuole!)
  7. Giochini (per qualche minuto possono essere degli ottimi intrattenitori, per qualche minuto…)
  8. Bavaglini (tante volte,  più che per prevenire macchie e bavette varie, servono per nascondere super macchie sulle magliette… un bel bavaglino pulito e i bimbi sembrano come nuovi!)
  9. Portafoglio (arrivare alla cassa e scoprire di non avere il portafoglio con due bambini piccoli urlanti? Fatto… da allora metto sempre le carte in due portafogli diversi.. almeno uno dovrebbe venire con me… si spera..)
  10. Cellulare ( ma come facevamo a vivere senza?)

Ovviamente questo è quello che BISOGNEREBBE avere ma, almeno nel mio caso non è sempre così, qualcosa viene sistematicamente dimenticato, oppure non trovato nel momento del bisogno.

Quando poi i bambini crescono, la borsa della mamma, invece che tornare a fattezze normali, peggiora ancor di più. Sì perché, mascherate dietro un aspetto comune, si aggirano borse di mamme in incognito:  da una insospettabile shopper potrebbero uscire pannolini e salviette, oppure da un bauletto griffato essere estratti giochini e crackers sbriciolati.

E poi uno pensa di esserne uscito, e di poter finalmente tornare a non avere l’ansia dell’ avrò messo tutto nella borsa? Ho preso i pannolini? E un giochino?. Ma è proprio qui che ci si sbaglia! Quando si crede che ormai i nostri figli siano indipendenti dalle nostre borse è proprio allora che ci chiedono: “mamma mi hai portato qualcosa per colorare?”

 

 

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